Battistero di Durazzo

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Il battistero di Butrinto fu costruito nella metà del VI secolo, forse da artigiani della vicina Nicopoli e fu scoperto nel 1928 dalla Missione Archeologica Italiana. È il secondo battistero per grandezza nell’Impero Romano d’Oriente dopo quello di Aghia Sophia a Istanbul.

Ogni dettaglio di architettura e decorazione del battistero (ad es. il pavimento musivo) simboleggia il rito battesimale, con la fontana dall’altro lato che rappresenta la fonte della vita eterna. Lo straordinario mosaico pavimentale policromo del Battistero di Butrinto è il più completo e complesso di tutti i battisteri dello stesso periodo ancora esistenti. Il disegno generale della pavimentazione consiste in sette fasce che circondano il fonte al centro per un totale di otto fasce, otto come il numero cristiano della salvezza e dell’eternità.

L’attenzione del visitatore che vi accede dall’ingresso principale è rivolta a due grandi pavoni in un viticcio che cresce da un ampio vaso. I pavoni sono simbolo del paradiso e dell’immortalità; il vaso e il vitigno, dell’Eucaristia e del sangue di Cristo.

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